Molteplici sono i possibili approcci alla comprensione di ciò che viene definito come "il fotografico". Esiste un approccio storico, uno concettuale, uno fenomenico, uno esperienziale.
L'approccio storico utilizza come suo fondamento la storia della fotografia e ne analizza i differenti percorsi. L'idea di base è quella di fondare "il nuovo" o analizzarlo, sulla base di esperienze fotografiche precedenti, dando grande risalto ai periodi storici in cui queste esperienze si sono dipanate ed esaminando a fondo le biografie di importanti autori. Ciò che rimane a margine delle esperienze primarie viene spesso scartato dalle analisi o è presente solo in particolari studi storici.
L'approccio concettuale si esplica in studi di Estetica, dove spesso vengono riportate considerazioni solo di esponenti della critica esplicitamente non appartenenti alla categoria dei fotografi. L'idea è quella di riuscire a compiere una corretta analisi solo in assenza di esperienze dirette, in modo da poter rendere l'analisi stessa immune da successive critiche sulla metodologia.
L'approccio fenomenico è principalmente quello del lettore, del fruitore "passivo", dove la passività non viene intesa come rinuncia all'analisi, ma è propria di chi fruisce dell'artefatto fotografico nella sua specificità fisica (stampa, immagine virtuale) ed analizza l'artefatto in base a propri modelli culturali. L'approccio fenomenico è il più empirico ma anche quello che è in grado di analizzare sia l'artefatto, sia contemporaneamente svelare il metodo, o più semplicemente il modo, con cui il fruitore lo approccia, svelando la cultura e le abitudini del fruitore stesso.
L'approccio esperienziale è proprio dei fotografi che, essendo in prima persona coinvolti, cercano di esprimere concetti o istanze, oppure utilizzano la fotografia come documentazione del reale. Spesso i fotografi sono coinvolti a vario titolo ora come produttori, ora come critici, ora come interpreti in una mescolanza di ruoli. Questo è un meccanismo interno alla comunità dei fotografi che si stratifica nel tempo. Come in ogni branca delle esperienze umane che coinvolge molteplici aspetti, sorgono quindi specificità di ambiti e specificità di competenze, sia in relazione all'ambito tecnico che in relazione a quello espressivo-autoriale. Questa dicotomia è in realtà fittizia per un verso, nel senso che anche l'ambito espressivo-autoriale ha al suo interno un insieme di regole che, ad una analisi maggiore, risultano essere molto simili agli approcci tecnici nei modi in cui delineano metodi.
(Da appunti presi su smartphone, spesso in piena notte)
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